La Via dei Remi

da Borgotaro a Levanto dall’Alta Val Taro

Cartoguida turistica
dell’Alta Val Taro

L’Appennino Tosco-Emiliano è spartiacque naturale tra la Pianura Padana – e le terre del nord Italia – e il Mar Tirreno, nella fattispecie Mar Ligure. Terra di grandi porti per commerci e spedizioni esplorative un tempo, e di spiccata vocazione turistica oggi con le bellezze incommensurabili del suo litorale, la Liguria ha da sempre attirato viandanti di ogni tipo. In particolare la zona più ad ovest dell’Appennino presenta diversi punti di facile svalico, che collegano l’attuale provincia di Parma alla provincia di La Spezia. Vi sono moltissime testimonianze tangibili sul territorio di flussi di persone più o meno intensi in continuo transito tra la Val Ceno e la Val Taro nel parmense e le vicine valli piacentine d’Arda, Nure e Trebbia e le vallate liguri Vara e Stora.

La Via dei Remi si snoda in questo contesto. Partendo da Borgo Val di Taro punta direttamente a Levanto, risalendo la Val Tarodine (vallata minore della Val Taro) e svalicando nei pressi del Passo Scassella in Val Vara.

Maestà dell’Annunciazione, Borgotaro, loc. Rovinaglia

Immersa nel fascino della Val Taro, questa storica via lascia i boschi e le foreste di questa porzione del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano sulle orme dei boscaioli che approvigionavano i porti liguri degli strumenti cardini della navigazione, al tempo rigorosamente di materiale ligneo: pali maestri, assi, remi. Possiamo definire questo tracciato un portavoce simbolo di tutti i possibili sentieri utilizzati aventi una stessa direttrice principale, parallela per altro, alla famosa Via Francigena e al suo fascio di varianti. Il territorio è inoltre capillarmente occupato dai tanti passaggi utilizzati dai fedeli in transito da Bobbio (in Val Trebbia, nel piacentino) verso i vari suoi possedimenti in Val Ceno e Taro. Grazie soprattutto a San Colombano, Bobbio divenne infatti feudo monastico e allargò il suo dominio in diverse regioni del Nord-Ovest, Val Ceno e Taro comprese. La Via dei Remi incontra proprio la Via degli Abati nei pressi di San Vincenzo, una via che ricalca le orme di San Colombano e dei suoi seguaci in viaggio verso Pontremoli e i luoghi del Volto Santo.
Inoltre, ci troviamo sulle vie del commercio del sale, elemento fondamentale in tutto il medioevo e l’età moderna per la conservazione del cibo, tema da sempre molto caro al parmense.

Mulino di Scannabecco, comune di Compiano – Val Taro

Insomma, in questo groviglio di strade e sentieri carichi di significato si evidenzia la Via dei Remi, che si interseca in zona di crinale anche con l’Alta Via dei Parchi e l’Alta Via dei Monti Liguri, due macro sentieri molto frequentati da escursionisti e camminatori che permettono di percorrere la dorsale appenninica dalla provincia di Pesaro Urbino a Ventimiglia. Ma torniamo al fondovalle. Qui da secoli le comunità residenti hanno lasciato sul territorio le testimonianze delle loro attività: dai mulini ad acqua motori dell’economia rurale, agli essicatoi di castagne, dalle cappelle per il culto ai mistadelli per la protezione di viaggi e proprietà. Soltanto la strada che porta da Albareto a Borgotaro toccando molte località minori è disseminata di decine di formelle marmoree votive, poste a protezione dei pendolari che scendevano verso il capoluogo di vallata per affari di vario genere.

I beni storici minori nel comuni di:

BORGOTARO

ALBARETO

Percorrere la Via dei Remi porta a scoprire tutto questo in un susseguirsi di ambienti naturali sempre diversi, un toccasana per escursionisti e ciclisti.

Fondamentale sarà l’intervento del GAL del Ducato e dell’ente Parchi del Ducato per l’erogazione di finanziamenti e proposte atte all’identificazione ufficiale della Via. In attesa del via, molte sono le attività intraprese dalle associazioni dell’Alta Val Taro, accompagnate dal Comune di Albareto, capofila di progetto.