Iconografia Mariana e dei Santi

Sant’Ambrogio da Milano

Per una leggenda su un episodio avvenuto durante l’infanzia, Ambrogio è accompagnato spesso da api. In abiti Vescovili tiene in mano il pastorale oppure una penna d’oca.

Sant’Antonio Abate

Uno dei più illustri eremiti della Chiesa Cattolica è spesso raffigurato mentre si appoggia ad un bastone a T a cui è legato un campanello.

In alcune raffigurazioni è accompagnato da un maiale di cui è Santo protettore, come di tutti gli animali domestici. è patrono di monaci ed eremiti.

Sant’Antonio da Padova

Il Santo viene spesso rappresentato con il Bambino in braccio (simbolo di una apparizione avuta dal Santo), un libro in mano o un mazzo di gigli. Più raramente è raffigurato mentre con il Bambino, porge un pezzo di pane.

Giuseppe Nuvolone, S.Antonio da Padova

Santo protettore dei nativi americani, dei poveri, delle donne incinte, degli oppressi, dei viaggiatori, degli affamati, dei fidanzati, degli animali, dei pescatori, degli oggetti smarriti, dei marinai, dei cavalli, del matrimonio e della sterilità.

San Bernardo degli Uberti

Vescovo e Copatrono di Parma, 4 Dicembre.

Nasce nel 1060 a Firenze dalla nobile famiglia degli Uberti, e già da giovane si avvicina alla vita religiosa prendendo posto nell’Ordine Vallombrosiano presso il monastero di S. Salvi a Firenze.

Correggio, Assunzione della Vergine, Duomo di Parma, dettaglio con San Bernardo degli Uberti

Diviene abate nel monastero fiorentino e poco dopo anche di tutta la congregazione di Vallombrosa. Viene investito da Urbano II come Cardinale e Vicario Pontificio in Emilia e Lombardia dove opera azioni pacificatrici durante gli anni in cui la potenza della Chiesa vacillava per la presenza di un Papa e un Antipapa. Opera in maniera itinerante tra le due regioni e in particolare nei domini della contessa Matilde di Canossa, presso la quale diventa legato pontificio.

Trova ostacoli alla sua opera solo nella cattedrale di Parma (luogo che diede i natali all’Antipapa Clemente III che pontificò dal 1080 al 1100) dove, durante la celebrazione della festa dell’Assunta nel 1104, in seguito ad aspre critiche all’imperatore viene arrestato e liberato per mano della duchessa Matilde.

Due anni dopo tuttavia gli spiriti dei parmensi cambiano e richiedono al Papa di avere come vescovo Bernardo, il quale detiene tale titolo fino alla sua morte avvenuta nel 1133.
La sua canonizzazione si ha solo sei anni dopo la sua morte e il suo culto si festeggia il 4 dicembre.

San Biagio

Viene rappresentato con il suo abito da Vescovo e il pastorale. Tiene in mano una o più candele o un pettine da lana.

Secondo i racconti salvò un bambino da una lisca conficcata in gola, è il protettore delle malattie della gola.

San Carlo Borromeo

Viene rappresentato nei suoi abiti cardinalizi e con un cappio al collo. Alla sua figura viene accostato il motto “Humilitas”

Raffigurato come protettore contro le epidemie, specialmente durante l’epidemia di peste del XVII-XVIII sec.

Sant’Eurosia (o Verosia)

L’emblema caratteristico di questa Santa è il ramo di palma. Certe volte regge una scure, strumento del suo martirio.

I racconti testimoniano che una forte tempesta si scatenò nel momento del suo martirio: è perciò invocata a  proteggere contro le tempeste, le grandinate e i fulmini e per i frutti della terra.

San Fermo

spesso venerato insieme a San Rustico. Il suo simbolo è la foglia di palma.

Rappresentato nei luoghi montani in quanto leggenda narra che visse in eremitaggio e sopravvisse fino ad età avanzata grazie alle cure fornite da un’orsa.

San Giuseppe

Spesso scolpito insieme alla Vergine e al Bambino nelle Sacre Famiglie. I suoi attributi sono gli attrezzi legati al mestiere di falegname, la squadra oppure è rappresentato con un bastone o con un giglio.

Il Santo, rappresentante e protettore dei padri di famiglia, è invocato anche a protezione dei carpentieri, dei falegnami e dei moribondi.

San Giovanni Battista

Il Santo, coevo a Gesù ed autore del suo Battesimo è tra i Santi più importanti e raffigurati dai pittori nel corso dei secoli.

Viene rappresentato in varie fasi della sua vita: lo si può trovare come bambino in compagnia di Gesù, la Madonna e un agnellino. Come adulto veste un abito di pelli di cammello e un manto rosso, simbolo del suo martirio e regge un lungo bastone sormontato da una croce recante la scritta “Ecce Agnus Dei”. Spesso viene raffigurato mentre battezza Gesù nelle acque del fiume Giordano; ancora può essere rappresentato il suo cruento martirio: con la sua testa presentata su un vassoio ad Erode e Salomé.

San Giovanni Nepomuceno

Il Santo fu un presbitero Boemo. I suoi attributi sono il crocefisso, l’abito talare e l’aureola con cinque stelle. Tiene spesso in mano un ramo di palma.

Santo protettore contro gli annegamenti è spesso collegato alle acque. Viene perciò innalzato in corrispondenza di ponti, per assicurarsi una favorevole portata di aqcua: che sia nè troppa, nè troppo poca.

Sant’Ilario

è il Santo patrono della città di Parma e per questo raffigurato in tutta la provincia. Si narra che il Vescovo, originario di Poitiers fosse di passaggio a Parma diretto a Roma, un ciabattino vedendogli le scarpe consumate gliene donò delle nuove. Il miracolo avvenne nel momento in cui il vecchio paio si trasformò in un paio di scarpe d’oro.

Santa Lucia

Per alcuni legata al culto antico di Lucina il Nume della vista. A seguito del Concilio di Trento, nel clima della controriforma, si mette in dubbio la legittimità della rappresentazione degli strumenti del suo martirio (soprattutto nel “De Pictura Sacra” di Borromeo).

La santa è tuttavia raffigurata spesso con i suoi occhi posti su un piatto o come foglie di un giglio. Lucia, nelle immagini devozionali tiene in mano una lanterna, una foglia di palma o il libro del Vangelo.

Invocata per proteggere dalle malattie della vista e le persone non vedenti.

San Lazzaro

Morto per malattia e risuscitato per miracolo di Gesù. Viene rappresentato nel momento in cui gli viene ridata la vita o con simboli della sua morte: la bara o il vascello di treghetto delle anime.

Il culto di questo Santo è particolarmente caro al territorio parmense.

San Lorenzo

Nato in Spagna, fu arcidiacono di Sisto II. Morì a Roma nel 258 dopo essere stato martirizzato sulla graticola ardente e successivamente decapitato. Viene raffigurato come un giovane diacono vestito con la dalmatica.

Il suo attributo più comune è la graticola ma può essere rappresentato anche con un vessillo, un calice, un turibolo o una catena.

San Michele

Raffaello Sanzio, San Michele sconfigge Satana (1518)

Molto rappresentato anche nella produzione pittorica, San Michele è raffigurato mentre con una spada uccide il drago o  o mentre posa vittorioso il piede sul capo morto della bestia.

Pesatore delle anime nel Giorno del Giudizio è raffigurato anche con una bilancia a due braccia in mano.

Essendo Arcangelo combattente la sua iconografia prevede un paio di ali cangianti e un armatura di stampo romano.

Oltre ad essere il santo protettore del corpo della polizia, l’Arcangelo, è anche invocato per proteggere i malati terminali e i moribondi affinché la morte sia priva di sofferenza o nella speranza di un miracolo.

San Pietro apostolo

Il Santo è da considerarsi una delle colonne fondanti della Chiesa cattolica, nonché il primo Papa. Di origini ebraiche cambia il nome da Simone a Pietro. Si tratta, insieme a San Paolo di uno dei Santi più importanti e venerati in Italia

Gli attributi più universalmente riconoscibili di San Pietro sono le grosse chiavi tenute in mano o legate alla cintura. Il santo è riconoscibile anche per gli abiti: la toga apostolare e i capelli, spesso ricci, portati con la tonsura sacerdotale. A volte è rappresentato insieme alla croce rovesciata, simbolo del suo martirio.

San Rocco

Raffigurato con l’abito da pellegrino, la conchiglia, il bastone da pellegrinaggio cui è appesa una borraccia ricavata da una zucca. Può essere rappresentato con un cappello a falde larghe e/o in compagnia di un cane o di un appestato nell’atto della guarigione. In certe raffigurazioni appare mentre mostra una piaga sulla gamba.

Il Santo pellegrino viene invocato come protettore dalle malattie contagiose, contro le catastrofi che colpiscono il raccolto e contro le epidemie del bestiame.

Beato Ruffino da Bosco di Corniglio (1595-1682)Originario di questi monti dove nacque alla fine del cinquecento, divenuto terziario francescano visse in vari conventi della Toscana e alla sua morte, avvenuta a Firenze, venne venerato come un santo


Alcuni eventi della vita di Maria, spesso rappresentati nelle Maestà:

Immacolata concezione

Già presente nelle rappresentazioni sei-settecento, trova un forte impulso nell’ottocento, a seguito della proclamazione del dogma, secondo il quale la Vergine fosse libera dal peccato originale sin dal momento del suo concepimento, avvenuta nel 1854 ad opera del Papa Pio IX.

L’iconografia è strettamente legata alla sua vittoria contro il male, viene infatti rappresentata con un serpente o un diavolo sotto ai suoi piedi, circondata da cherubini che la innalzano su di una nube. La sua testa è cinta da un’aureola con dodici stelle.

Annunciazione

Episodio che trova maggiori attestazioni nelle maestà. La Vergine è raffigurata mentre riceve la notizia dall’arcangelo Gabriele mentre le offre un giglio (simbolo della sua purezza).L’immagine è ampiamente rappresentata a partire dal medioevo.

Pietà

Ricorrente nelle maestà è la rappresentazione del Compianto sul Cristo morto. La Madonna regge tra le sue braccia il corpo ormai esanime del Figlio piangendone la morte.
A volte la rappresentazione di Maria è quella della Madonna Addolorata, ovvero col petto trafitto da spade.
La presenza di questa particolare rappresentazione riporta spesso ad una situazione analoga: questo tipo di maestà veniva infatti spesso commissionata per compiangere la dipartita prematura di un figlio.

Assunzione

Tiziano Vecellio, Assunzione (1516)

L’iconografia legata all’Assunzione di Maria risale alla scultura gotica del XIII secolo. iL dogma sancisce che, al momento della morte la Madre di Dio venne innalzata al Cielo non sono con l’anima ma anche con il corpo. Pertanto viene rappresentata in piedi o in trono mentre un coro di angeli la innalzano, spesso la sua figura occupa il registro superiore della tavola, mentre in basso, sulla terra i Santi, presenti al momento dell’Assunzione seduti o in piedi attorno al sepolcro ormai vuoto.

Sostituisce la più antica rappresentazione della Dormitio Virgis.

La rappresentazione di Maria in Gloria si allinea perfettamente all’immagine che la Chiesa voleva dare di sé in seguito alla controriforma.


Titoli con cui la Vergine è stata invocata nel corso dei secoli e le relative iconografie:

Madonna della Misericordia

Raffigurazione della Vergine di retaggio medievale. Essa è rappresentata nell’atto simbolico di allargare il manto per accogliere sotto la sua protezione i fedeli in preghiera.

Madonna del Rosario

Tra le più importanti raffigurazioni di Maria, prende piede in particolar modo dopo il concilio di Trento. La Vergine è rappresentata con la tipica veste e il velo, mentre tiene tra le mani i grani di un Rosario e lo offre ai Santi della Sacra conversazione, riprendendo le più vecchie rappresentazioni dove Essa fa dono della sua miracolosa cintura. Spesso con l’altro braccio regge il Bambino.

L’origine di questa iconografia si fa risalire ad un’apparizione a San Domenico avvenuta nel 1208.

Madonna del latte

Iconografia di antichissima memoria (questa rappresentazione, infatti, è in molto simile a quelle della dea dell’ antico Egitto Iside, intenta ad allattare il figlio Horus).

La Vergine viene rappresentata mentre porge il seno al Bambino in un atto intimamente materno. Maria è rappresentata con Madre di tutte le madri, alle quali è cara questa devozione.

Madonna del Carmine ( o del Carmelo)

Si tratta di una delle più antiche e amate rappresentazioni mariane, forse risalente ai tempi dei Profeti. La Madonna del Carmine è sempre rappresentata con in braccio il Bambino mentre dona lo scapolare del Carmine ai Santi (spesso San Simone Stock, un priore dell’ordine dei Carmelitani).

Madonna Addolorata (o Madonna dei sette dolori)

Rappresentata con il petto trafitto dalle sette spade (anche se certe volte si possono trovare in numero inferiore: cinque o una sola) simboleggianti i sette dolori che Maria affrontò nella sua vita. Il culto si diffonde nel Nord Italia inizialmente per opera dell’ordine dei Servi di Maria


Frequenti immagini mariane riconducibili a devozioni dell’area parmense:

Madonna dell’aiuto

La Vergine a mezzo busto stringe a sé il Bambino il quale cingendo la madre in un abbraccio ha il volto rivolto verso l’osservatore. Riproduzione di un’immagine miracolosa desunta da un affresco nella chiesa di San Cristoforo a Parma, attualmente collocata nella chiesa di San Quintino a Parma.

Divina Pastora

Replica di un rilievo in terracotta venerato nella chiesa di San Pietro d’Alcantara dei Frati Minori Riformati a Parma.

Maria è rappresentata come una pastora, con il bastone pastorale e, spesso mentre accarezza o fa accarezzare al Bambino un agnello, simbolo del suo futuro sacrificio. Il culto, nato in Spagna, si diffuse per opera dei francescani nelle terre parmensi.

Madonna del Suffragio

La Vergine è invocata come protettrice e liberatrice delle anime purganti. Chiesa di Santa Maria, Parma.


Iconografie mariane relative alla devozione nell’area Apuana, luogo di provenienza dei marmi lavorati:

Madonna delle Grazie

Raffigurante la vergine assisa in trono con il Bambino nudo che, ritto sul suo grembo, viene cinto dalle sue braccia. Immagine desunta da un affresco nell’omonima chiesa di Carrara

Madonna di Massa o Madonna dell’Edera

Madonna dell’Edera in un incisione

Deriva da un’immagine ritrovata miracolosamente su di un muro ricoperto di edera e venerata a partire dal 1685 in località la Polletta presso il borgo apuano.

Madonna dei Quercioli

Vergine emergente a mezzo busto da una nube con in braccio il Bambino, venerata da Sant’Antonio da Padova. Il culto è molto caro alla città di Massa Carrara ove il Santuario dei Quercioli custodisce l’affresco con tale raffigurazione venerato come miracoloso dai credenti.

Madonna di Montenero

Madonna di Montenero (XIV sec.)

Le rappresentazioni riprendono un dipinto del XIV secolo riconducibile a Iacopo di Michele custodito e venerato nel Santuario posto nel quartiere di Montenero, a Livorno.

Madonna di Loreto (o Madonna Nera)

Madonna di Loreto

Culto originario della città di Loreto ove si custodiscono i muri dell’abitazione di Nazaret della Vergine, trasportati per miracolo dove sarebbe poi sorta la città di Loreto.

La raffigurazione si ricollega alla statua conservata nel Santuario. Maria e il Bambino, rappresentati come imperatori con preziosi abiti e corona sono contraddistinti da un tono di pelle particolarmente scuro ,forse dovuto al fumo delle candele agente sul legno, forse dovuto al legno stesso di cui è fatta la statua o forse testimonianza di un particolare Credo.

Madonna di Provenzano

Il busto di terracotta raffigurante la Vergine è oggetto di venerazione a Siena dove, in suo onore, si corre il Palio del 2 luglio.

Madonna Liberatrice di Viterbo

Madonna liberatrice di Viterbo

Si riconduce ad una raffigurazione della Vergine assitta con il Bambino in piedi sulle sue ginocchia e in con in  mano un uccellino, realizzata nel 1319 da un maestro giottesco nella chiesa agostiniana situata appena fuori dalla città di Viterbo.

La Madonna, ritratta nell’affresco operatore di miracoli dal 1320 quando si dice che liberò la città da diavoli, assunse la funzione di protettrice civica della città di Viterbo.


Immagini riconducibili ai santuari meta di pellegrinaggi:

Madonna di Fontanellato

Madonna della Ghiara di Reggio Emilia

Madonna di Caravaggio


Altre rappresentazioni sacre:

Sacra Famiglia

Rappresentazione di Gesù Bambino con Maria e San Giuseppe

Fuga in Egitto

Narrazione iconografica del passo del Nuovo Testamento che vede la Sacra Famiglia fuggire in Egitto con Gesù ancora in fasce in occasione della “Strage degli innocenti” voluta da re Erode. La Famiglia è rappresentata spesso con Maria e il Bambino a cavallo di un asino condotto da San Giuseppe, o in un momento di pausa.

Sacra Conversazione

Si dice di tutte le raffigurazioni che interessano la Vergine (spesso in trono o in posizione elevata) circondata da vari Santi.

Deposizione di Cristo

Raramente rappresentato nelle Maestà è tuttavia un episodio facilmente riscontrabile nelle varie raffigurazioni sacre. Illustra il momento in cui Cristo viene deposto dalla croce per mano dell’apostolo Giuseppe d’Arimatea, in presenza di un’addolorata Maria confortata da Maddalena e San Giovanni.

Ultimo Aggiornamento 27/09/2019

Lorenza Bisbano – Federica Mordonini