Maestà Madonna dei Quercioli (Langhirano, loc. Antesica) – SCHEDA DI RESTAURO

Il bassorilievo si trova collocato sulla parete del serbatoio della fontana di Antesica, lungo la carrareccia che dalla vicina chiesa conduce a Caccianaso.
La Vergine, che emerge da una nuvole e stringe a se il Bambino, appare a Sant’Antonio da Padova, che porge il giglio bianco, secondo la tipica iconografia dell’immagine miracolosa venerata nell’omonimo santuario posto nelle vicinanze di Massa, e meta, a partire dal terzo decennio dell’Ottocento, di frequenti pellegrinaggi.

Iscrizione sul bordo inferiore a lettere capitali: MSS DE QUERCIOLI
In basso, la probabile menzione del dedicatario risulta coperta dal bordo in muratura, realizzato in occasione di un improvvido consolidamento della formella.

La formella in mamo bianco di Carrara si presenta in discreto stato di conservazione, ancora ben leggibili l’epigrafe dedicatoria ed il modellato, anche se parzialmente lacunosa la prima e fratturata in due porzioni l’intera formella.

Nonostante la buona leggibilità è urgente un intervento conservativo, per stabilizzare e risarcire i fenomeni di degrado in atto.

STATO DI CONSERVAZIONE:
– Attacco biologico, attualmente non attivo, ma considerato il luogo di collocazione e la presenza di crescita vegetativa circostante si presuppone che la situazione attuale sia il risultato di interventi manutentivi pregressi, realizzati da personale non specializzato, con prodotti spesso non congrui (per es. utilizzo di ipoclorito di sodio, ecc.).- Aumento della porosità del marmo, per effetto della perdita di coesione tra i diversi cristalli di calcare che lo compongono, con conseguente amplificazione di perdita di superficie, ovvero superficie lapidea che “spolvera”.
Si tratta sicuramente della forma di degrado più grave che interessa frequentemente le formelle votive collocate in ambiente esterno non confinato, poiché tale disgregazione del marmo polverizzato determina la perdita progressiva della forma delle figure scolpite, in questo caso ancora parziale, anche solo per l’effetto del dilavamento stagionale.
– Frattura e micro-fessure, anche con parti in distacco. La formella si presenta fratturata in due parti, lungo una linea diagonale a circa 2/3 della sua altezza, con piccoli frammenti mobili lungo la linea di frattura.
– Presenza di dannose malte cementizie utilizzate per l’ancoraggio della formella al supporto murario, debordanti sulle superfici lapidee lavorate. Come è ben noto, si tratta di un materiale del tutto inidoneo per una corretta conservazione, sia per il suo differente modulo elastico rispetto il marmo – molto più “duro” e “rigido” –, sia perché ricco di sali solubili che determinano la disgregazione progressiva della superficie della formella in marmo bianco, molto tenera e friabile.
– Depositi superficiali coerenti e/o scritte non pertinenti sono presenti, in maniera non estesa, sulla superficie lapidea: si tratta di depositi concrezionati da considerarsi “fisiologici” per un manufatto lapideo esposto in ambiente esterno.

INTERVENTO DI RESTAURO (agosto 2023):

– Rimozione della formella dalla sua collocazione, intervenendo sulla malta cementizia di fissaggio, tramite piccoli dischi da taglio diamantato per evitare pericolose vibrazioni alle superfici lapidee, una sorta di “sverzatura” della malta cementizia, e progressiva rimozione meccanica della malta (scalpellini e mazzetta).
– Velinatura provvisoria di eventuali porzioni lapidee in distacco con carta giapponese e resina termoplastica reversibile.
– Trasporto della formella in laboratorio per le operazioni di restauro conservativo.
– Rimozione dei depositi coerenti superficiali (piccoli residui di scialbi o malte): meccanica, con bisturi a lama mobile e, qualora necessario, previ micro impacchi circoscritti, con funzione di ammorbidimento del materiale spurio (acqua demineralizzata, TAC all’1,5- 2%) compatibilmente con la trattabilità delle superfici lapidee.
– Trattamento consolidante della matrice lapidea ad impacco di fosfato di ammonio (DAP).
– Consolidamento dei micro frammenti in distacco tramite infiltrazioni a siringa di malta di calce idraulica naturale micronizzata e/o nano silice (Syton W30).
– Rimozione meccanica dei residui di malta cementizia lungo il perimetro della formella e lacerti debordanti sulla superficie originale, con bisturi a lama mobile e, qualora necessario, con micro impacchi localizzati in idoneo agente tixotropico, finalizzati ad ‘ammorbidire’ il materiale

Articolo Gazzetta di Parma del 5 agosto 2023

Articolo Gazzetta di Parma dell’8 agosto 2023

 

 

Informazioni aggiuntive

Classe tipologica

Tipologia Beni storici

,

S. Tipologia

Iconografia

Comune

Località

Vallata

Coordinate Geografiche

44.435752, 10.044697

Quota

44.56653, 10.21343

Epoca

XIX Sec.

Proprietà

pubblica

Stato di conservazione

Destinazione d'uso attuale

Maestà

Destinazione d'uso storica

Maestà

Rilevatore / compilatore

Data sopralluogo

11/11/2019