A partire dal 1917 iniziarono i lavori per utilizzare l’acqua dell’alta Val Taro per usi idroelettrici e alimentare così la distribuzione di energia elettrica soprattutto nella Riviera ligure e comportarono la realizzazione di una derivazione sul torrente Incisa, a quota 1.066,80 msl., e di una diga con sbarramento a scogliera sul Taro in loc. Sega, a quota 1.054,35 msl.
Da questi due punti di prelievo l’acqua confluisce tramite tubi in cemento nella torre (pozzo) piezometrica, una torre a sezione circolare alta fuori terra 19,50 mt. (il ciglio di entrata dell’acqua derivata dal T. Incisa è a quota 1.062,03 mt., mentre l’acqua proveniente dal Taro viene immessa nel fondo del pozzo a quota 1036,95) foderata in lamiera di ferro con un diametro interno di mt. 3,10 e con una parte sotterranea che arriva ad una profondità di 10 mt.
La sua funzione è quella di equilibrare le due masse d’acqua provenienti dalla due derivazioni permettendo alle acque derivate dall’Incisa di risalire fino al bacino di accumulo sul Taro quando la richiesta del carico in centrale è inferiore alla disponibilità di acqua. La piezometrica svolge inoltre la funzione di impedire che il cosiddetto colpo d’ariete, dovuto alla chiusura totale o parziale della condotta metallica, si trasmetta al tubo in cemento.
Si trova lungo il sentiero 865 B.
Bibliografia:
R. Montali, Impianti idroelettrici in alta Val Taro, in L’Orsaro rivista Club Alpino Italiano Sezione Parma, n. 36, Dicembre 2025, p. 12-13.
Coordinate geografiche: 44.456941, 9.489202
Quota: 1.049 mt. s.l.m.
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Informazioni aggiuntive
| Classe tipologica | |
|---|---|
| Tipologia Beni storici | |
| Comune | |
| Località | |
| Vallata | |
| Proprietà | privata |
| Epoca | XX Sec. |
| Rilevatore / compilatore |











