Ruderi dell’eremo di Santa Cristina (Pellegrino Parmense)

L’eremo era posto al culmine dell’omonimo monte, che si innalza a 963 m sul livello del mare. Il Campi riferisce di una donazione fatta da Lanfranco nel 1095 alla Chiesa di Santa Cristina, sita sul monte di Careno; il Guerra dichiara che essa appare in un atto del 926, perciò a quel tempo era già officiata(1). La Chiesa era posta sotto la giurisdizione del Vescovo di Parma, nonostante si trovasse nel territorio della Diocesi di Piacenza, il che fu causa di una lunga controversia nel 1176, in seguito alla quale la Chiesa fu data in commenda ai Cavalieri di Malta. Secondo Dall’Olio(2) si tratterebbe di una vera e propria Basilica e nelle sue adiacenze si trovava anche la cella, costituita da una cucina e una camera, destinata all’alloggio di qualche monaco. In origine, vi era anche la torre con una campana che nel 1790 fu poi trasferita, per ordine dei Cavalieri di Malta, all’Oratorio dei Santi Simone e Giuda, a Sanguinaro. Il primo eremita ricordato dai documenti fu San Moderanno, originario di Berceto, de presenti vita degente in eremo posito super Monte S. Christina, sic appellatus in territorio Pellegrini (3). L’ultimo fu il frate Canuto (Paolo Giovanelli di Pellegrino) che morì nel 1783; da quel momento in poi, la cella non fu più utilizzata e anche anche la Chiesa di Santa Cristina andò in rovina. Nel 1973 i fenomeni di erosione hanno riportato alla luce un tratto di strada romana ben conservato in direzione Careno-Monte Santa Cristina, il che ha fatto supporre l’esistenza in questo luogo di un tempio romano dedicato a divinità silvane, trasformato poi in luogo di culto cristiano.

 

(1) E. Guerra, Cenni storici di Careno e del suo Santuario, Parma, 1902, pp. 53-54.

(2) E. Dall’Olio, Itinerari turistici della provincia di Parma, Parma, 1977, vol.2, pag. 82.

(3) Testamento di Antonio Busetti del 7 marzo 1687 rogato nel castello di Pellegrino, tratto da E. Dall’Olio, cit., pag. 82.

I ruderi si trovano nell’area di passaggio di una delle Vie Storiche dell’Emilia-Romagna, la Via Longobarda, che collega la pianura Padana al mare ligure-tirreno, attraversando due Parchi regionali e uno nazionale, e ricadendo per buona parte dentro l’area MAB-UNESCO.

 

Informazioni aggiuntive

Classe tipologica

Tipologia

,

Vallata

Comune

Località

Coordinate Geografiche

44°43'08.2632", 09°53'49.3224"

Quota

963 mt

Epoca

Medioevo

Stato di conservazione

Rilevatore / compilatore

Data sopralluogo

10/11/2017