Santuario di Careno (Pellegrino Parmense, loc. Careno)

Il santuario di Careno è stato fin da secoli meta di pellegrinaggio. La zona di Careno anticamente includeva nel proprio territorio la frazione di Mercato, l’attuale Pellegrino, che divenne Comune e, per decreto di Maria Luigia che accolse le istanze degli abitanti, ottenne una propria Parrocchia solo nel 1836. L’origine della Chiesa è molto antica: fu fondata nel 944(1), probabilmente da un tale Gherardo da Cornazzano, un nobile locale, come si evince dall’iscrizione attualmente riportata sull’architrave d’ingresso – in origine inscritta sulle pareti della Chiesa – e viene menzionata per la prima volta in un documento del 1230 come cappella dipendente dalla pieve di Serravalle. Anticamente Careno – e quindi anche Pellegrino – apparteneva allo Stato e Diocesi di Piacenza; non si sa con certezza la data in cui passò a far parte della Diocesi di Parma, ma sicuramente fin dal 1578, anno in cui Monsignor Castelli vi fece visita, della quale ci rimane una relazione conservata nell’Archivio Vescovile di Parma. (2)

La struttura ha subito profonde modifiche nel corso dei secoli: la primitiva chiesa romanica, a croce latina, era molto semplice e aveva un’unica navata; nel XV secolo fu suddivisa in tre navate, separate da pilastri ottagonali in cotto sui quali poggiano le volte a crociera, e la navata centrale fu sopraelevata rispetto a quelle laterali. A quest’epoca risalirebbero i pregevoli affreschi, che, coperti da uno strato di intonaco nell’intervento di restauro settecentesco, sono stati riscoperti all’inizio del secolo scorso. Nel Settecento furono aggiunti i porticati laterali, per far fronte alle esigenze di accoglienza e ospitalità dei numerosi pellegrini che vi giungevano, soprattutto in occasione della festa della Beata Vergine Assunta. «Nel Santuario, dichiarato tale il 29 gennaio 1902 dal vescovo di Parma Mons. F. Magnani, vi si venera un’immagine della Madonna detta comunemente “dei matti” perché ad essa ricorrono in particolare i sofferenti di malattie nervose. La notizia fu salutata dall’entusiasmo generale specialmente il 15 agosto in occasione dell’annuale ricorrenza della festività della Madonna; questa data già da alcuni secoli prima era caratterizzata da numerosi pellegrinaggi: era un appuntamento al quale non si poteva mancare. La sera precedente la festa si accendevano fuochi e nelle posizioni strategiche si piazzavano gli ambulanti con le loro merci tra cui non mancava il vino; si legge: “Nel 1842 nei giorni 14 e 15 agosto furono presenti in Careno oltre 30.000 persone…; in tale occasione nove bottiglieri, venuti da Pellegrino e da Vianino, vendettero quasi tre mezze di vino ciascuno, pari ad ht.80…”. In esso vi sostò nel 1821 il card. Giulio Maria di Somaglia e a ricordo della sua visita venne rifatto l’altare di S. Michele; oltre la struttura e i pochi frammenti di affreschi ricordati, nella chiesa vi si conservano paramenti in broccato rosso e bianco dei secoli XVII e XVIII e preziose argenterie settecentesche». (3)

Un recente progetto di restauro avviato nel 2004 a cura dell’architetto Isabella Tagliavini ha inoltre portato alla scoperta di ben 11 sepolture individuali al di sotto della pavimentazione.

 

(1)MILLE IERANT QVIGINTA MINVS SEX ORDINE MESSIS DVM MOLEM HANC FIERI MAGNE GHIRARDE IVBES  Cfr. E. Guerra, Cenni storici di Careno e del suo Santuario, pp. 21-22. L’autore spiega il distico latino ammettendo entrambe le traduzioni (944 o 1044) ma ritiene più probabile la datazione anteriore.

(2) Cfr. E. Guerra, cit., pp. 17-19.

(3) E. Dall’Olio, Itinerari turistici della provincia di Parma, Parma, vol. 2, pag. 81.

«La Voce di Pellegrino» (2014), pp. 48-51

 

Informazioni aggiuntive

Classe tipologica

Tipologia

Comune

Località

Vallata

Coordinate Geografiche

44°43'19.0488", 09°55'32.9628"

Quota

570 mt.

Data

944-1044

Proprietà

ecclesiastica

Stato di conservazione

Data sopralluogo

10/11/2017

Rilevatore / compilatore